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TARANTO: FGAS, CONFARTIGIANATO: “ACCANIMENTO VERSO IMPRESE”

Una nota di Confartigianato Taranto. “Le imprese del comparto dell’installazione degli impianti di climatizzazione, operanti sui gas fluorurati ad effetto serra (fgas) stanno, in questi giorni, ricevendo al loro indirizzo di PEC certificata, una lettera – questionario da parte del Ministero dell’Ambiente. Attraverso tale comunicazione le imprese – se regolarmente registrate nel repertorio nazionale (www.fgas.it), sebbene non ancora certificate – vengono invitate ad accedere al relativo sito e compilare ed inviare un questionario. Questo questionario, in estrema sintesi, chiede conto del motivo di tale omessa certificazione da parte delle aziende. L’iniziativa ministeriale, pensata nel quadro delle attività di vigilanza e controllo, sottintende la presupposizione che un’impresa registrata al repertorio – ma non ancora certificata – eserciti illegalmente l’attività di installazione e manutenzione di impianti contenenti f-gas. Nella lettera il Ministero chiede, quindi, di riferire le ragioni per le quali tale certificazione non sia stata ancora ottenuta ed impone, addirittura, all’impresa di motivarne le ragioni, attraverso l’accesso al portale web www.fgas.it, nel termine perentorio di 15 giorni. La Confartigianato si è già adoperata per incontrare in questi giorni il Ministero per far concentrare l’attività di vigilanza e controllo prioritariamente sugli operatori non registrati al repertorio nazionale, nè adeguatamente formati e che pertanto esercitano l’attività sugli impianti di climatizzazione al di fuori di qualsiasi procedura di registrazione (iscrizione alla CCIAA, regolarità contrattuale e contributiva per i lavoratori, iscrizione al repertorio, etc.) e soprattutto adoperarsi per eliminare dalla partita i lavoratori a nero. Inoltre la suddetta richiesta di informazioni, da effettuarsi peraltro entro un termine davvero troppo stringente, pena pesanti sanzioni, opera una negativa duplice pressione (burocratica e giuridica) sugli operatori del comparto. Confartigianato, invece, sta premendo sul Ministero affinchè si creino le condizioni affinchè il complesso degli adempimenti in materia di fgas sia regolato ed implementato con il massimo della semplicità ed economicità dei costi. In tal senso è stato invitato il Ministero ad effettuare urgentemente quelle azioni normative e regolatorie, peraltro già richieste negli ultimi mesi, riguardanti come noto l’applicazione, senza appesantimenti inutili, delle relative Direttive UE e, da parte degli organismi di certificazione, degli specifici Regolamenti tecnici. In particolare, proprio su tale ultimo aspetto, si sottolinea la necessità di intervenire su modalità e costi delle certificazioni, uno degli ostacoli più rilevanti alla implementazione della norma. Si segnalano, inoltre, le seguenti criticità: l’inutile doppia certificazione (nella sezione per persone ed in quella per imprese) nel caso di ditta individuale; la procedura complessa, farraginosa e costosa che riguarda l’adozione di un piano di qualità, non previsto dalla legislazione europea ma solo da quella italiana; i costi e le penali per il cosiddetto trasferimento della certificazione delle persone da un Organismo di certificazione ad un altro, anch’esso un unicum nell’unione Eurepea; l’inusuale quanto inutile e costosa periodicità annuale (anzichè triennale o quinquennale) della sorveglianza nel caso di certificazione delle persone; l’inutile e burocratica dichiarazione annuale ex art 16 dpr 43/2012. Questa è in sintesi la battaglia che Confartigianato sta conducendo col Ministero e che ci vedrà impegnati fino al raggiungimento di un buon compromesso. Nel frattempo suggeriamo alle imprese di organizzarsi quanto prima per rispondere al questionario presente su www.fgas.it (per la risposta idonea da dare è possible consultare gli Uffici di Confartigianato al n. 099.336775) e coloro che sono interessati possono avviare l’iter di certificazione dell’impresa utilizzando la proposta di Confartigianato che risulta la più bassa sul mercato”.

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